ragazze giapponesi: Asami!
Lo schema si ripete ogni giorno della settimana, la giovane Asami, una delle ragazze giapponesi che frequentavano il mio corso, sarebbe arrivata presto, prendendo il suo posto direttamente di fronte a me, lavorando con assiduità, prendendo accuratamente nota di ogni mia parola. Io ero ignaro delle esigenze degli altri studenti, anche delle diverse ragazze europee, francesi, inglesi, spagnole, che normalmente mi avrebbero molto interessato. Ogni anno nel mio corso, ci sono di solito molte dolci giovani fighe, desiderose di piacere all'insegnante e magari guadagnare qualche punto extra, anche se di solito cercavo di aspettare almeno che fossero molto vicino a ottenere la laurea, in questo modo evitavo situazioni pericolose, e niente lacrime quando dopo qualche scopata si laureavano e sparivano dalla mia vita. Ma Asami era in qualche modo diversa. I suoi sguardi, la sua dolce innocenza che avvolgeva una sensualità che trasudava in ogni sua mossa, i suoi pudici sguardi, le sue attillate e corte gonne e la sua incurante presentazione del suo seno dolce giovane, quando lei incrociava le braccia sul banco, tutti motivi validi per portarmi a una potente erezione che, ogni giorno, durava per tutta la durata della sessione. Mentre insegnavo alla classe, i miei pensieri mi portavano a vedere, il mio cazzo duro nelle piccole mani di Asami, con le sue piccole mani che erano a malapena in grado di prenderlo nella sua piena circonferenza. Vedevo il mio cazzo in eruzione tra i suoi seni, il mio sperma che esplodeva sul suo viso. Mi sembrava di vederla con le gambe avvolte intorno a me, le unghie che rastrellavano la mia schiena, con la sua testa gettata all'indietro, i suoi gemiti che si trasformavano in urla di estasi, come io pompavo il mio cazzo nella sua figa bagnata palpitante. La sua figa piena del mio cazzo affamato, gocciolante. Io tutto sudato, con lacrime di gioia che scorrevano lungo le mie guance, sazio per ora, ma già pronto per il prossimo erotico round. Ma la verità era che, anche se volevo entrare in contatto con Asami e attirarla a me, per avere il suo corpo nudo, fui costretto, e dovetti aspettare fino a quando gli eventi mi permisero una seduzione meno ovvia. Tali eventi si stavano per svolgere quel giorno stesso. "Ok, ragazzi. E' tutto per oggi, ci vediamo domani," dissi, segnando la fine della sessione con un certo sollievo. Ero sicuro che non solo Asami, ma anche tutti gli altri ragazzi potevano vedere il mio membro gonfio, che tentavo di nascondere dietro una pila di libri. I ragazzi uscivano lentamente, una o due delle ragazze si guardavano indietro interrogativamente quando mi voltai per pulire la lavagna. Quando mi girai nuovamente, Asami era ancora nell'aula. "Volevi qualcosa, Asami? Le chiesi. "Per favore, professore, mi può aiutare? Non capisco queste parole, mi rispose lei, tenendo in mano il suo libro di testo. "Vediamo, le dissi. Lei salì sulla cattedra e si mise dietro la scrivania. Mi sono seduto mentre apriva il libro di fronte a me. Ero consapevole del suo corpo accanto a me, le sue braccia sottili marroni, i capelli corvini le caddero in avanti quando si appoggiò sulla scrivania, aveva una corta gonna scozzese e dei calzettoni bianchi. Io ignoravo il libro e invece guardavo, le cosce e i polpacci tonici arrotondati, le sue natiche chiaramente delineate sotto la morbida lana della gonna, i seni che ora cadevano in avanti, tendendo leggermente contro il bianco della camicia. "Che cosa significano queste parole?" mi chiese. Intanto mi era venuta vicino, mettendo il suo libro davanti a me, sentivo il suo corpo magro, la sua anca toccava la mia spalla, i suoi capelli cadevano sulla mia mano. Guardai il libro e vidi che era aperto su una pagina che trattava di un argomento, che sapevo, aveva già imparato. Non dissi nulla, sentivo il suo dominio su di me. Poi decisi di fare il grande passo e feci scivolare la mia mano sotto l'orlo della sua gonna, lasciando che il dorso della mano scivolasse su e giù per la coscia interna. Lei non fece niente per fermarmi, invece la sentì muovere le gambe, divaricandole leggermente, mentre appoggiava entrambe le mani sulla scrivania, con il palmo verso il basso e le dita molto distanziate. Mi girai sulla sedia e misi anche la mia mano sinistra sotto la gonna, facendola scorrere fino a prenderle una natica, intanto con la mano destra le toccavo leggermente sua vagina, attraverso il tessuto delle sue mutandine. Muoveva le gambe mentre sfioravo la sua vagina, la mia mano sinistra adesso era a coppa sulla sua natica. Ho fatto passare le mie dita sopra l'orlo delle sue mutandine, per farle poi scorrere dolcemente dentro la sua figa. Solo allora ho sentito il suo sospiro e l'ho sentita spingere il suo ventre verso la mia mano. Ho sondato la figa delicatamente con le dita, sentendo la sua umidità crescere, ho accarezzato il suo ano delicatamente, poi ho inserito un dito. Ora si dondolava sulle mie mani, come sentiva che le mie dita la penetravano davanti e dietro, le mie dita ora errano immerse in profondità, spingevano forte, sentivano il suo calore e la sua umidità. Mentre lei era ancora appoggiata alla scrivania, staccò una mano e fa fece scorrere verso il mio cazzo. Sentivo le sue dita aprire la patta dei miei pantaloni e raggiungere l'interno, afferrando il mio cazzo palpitante con un balzo in avanti della mano. Lei lo strinse dolcemente, il suo pollice giocava con la punta del mio cazzo, mentre faceva scorrere la sua manina su e giù. "Così continua," la sentivo sospirare mentre continuavo a scoparle con le mie dita, sia la figa che il culo, "così sii, prof' continua così grande. Io lo voglio, lo voglio." A malincuore tolsi le mie dita dai suoi recessi morbidi e la spinsi dolcemente in ginocchio accanto a me. Ha subito abbassato la testa e prese il mio cazzo in profondità nella sua bocca, e le sue mani circondavano il mio albero, mentre la sua testa si muoveva su e giù, lentamente assaporava il mio gusto, poi succhiando sempre più forte, ha assaggiato un primo piccolo flusso di sborra nella sua bocca. "Professore che bel cazzo hai, è così grande il tuo cazzo professore, è così lungo il tuo cazzo professore, ne ho voglia da tanto tempo, sai professore? Ho voglia che mi scopi da tanto tempo, mi vuoi scopare, professore?" Gemetti mentre mi appoggiai allo schienale, sentivo i suoi lunghi capelli neri oltre miei lombi mentre lei mi risucchiava. "Dammi il tuo cazzo, professore." Le sentì dire, e ad un tratto si alzò in piedi, poi si posizionò sul mio cazzo, una sua mano scese per tirarmi verso di lei, mentre il suo corpo scendeva lentamente, centimetro dopo centimetro verso il mio cazzo duro e gonfio, fece delle smorfie quando il mio grosso cazzo scomparve nella sua figa dolce, poi si mise a spingere verso il basso e rimase impalata sulla mia lunghezza. "Yeoghhhh!, guaì, mentre sentiva il mio cazzo lungo e duro come un tondino d'acciaio, contrarsi e palpitare dentro di lei. "Tu sei così grande!" Lei rimase a bocca aperta, le braccia tese sulle mie spalle. Io raggiunsi e sbottonai la sua camicetta, togliendole il reggiseno, mettendo in mostra il suo bel seno. Il mio respiro era pesante, il suo seno era, profumato, pieno e sodo, di forma perfetta, i suoi capezzoli bruni molto grandi, rigidi dal desiderio. Le strinsi i seni, pizzicandole i capezzoli, e sentivo aumentare la sua spinta verso il basso, sul mio cazzo. "Ti piace il mio seno, professore? Ti piace il mio, quelle che dici, le tette?,, "I tuoi seni sono belli, Asami, le dissi sporgendomi in avanti per baciarli, prendendo il suo capezzolo fra i miei denti e mordendolo. "Ti piace il mio cazzo? Ti piace il cazzo duro del professore?" "Oh sii, oh sii, mi piace troppo," disse dondolandosi avanti e indietro sul mio cazzo. Mi appoggiai di nuovo allo schienale, una tetta riempiva ciascuna delle mie mani, le stingevo quasi fino a farle scoppiare mentre giocavo con i suoi capezzoli. Mi alzai in piedi, aiutandomi con le mani per sostenere il peso del suo piccolo, corpo, sottile, La sentì sollevare le gambe per afferrare la mia vita con le sue cosce giovani, come appoggiai la schiena alla scrivania. Io torreggiavo su di lei e cominciai a spingere forte nella figa pulsante. Lei chiuse gli occhi e fece una di nuovo smorfia mentre sentiva tutto il peso del mio assalto, ma la sua presa sul mio tronco non si indebolì e sentivo i tacchi delle sue scarpe piantarsi nella mia schiena, mentre la scopavo. , "Oh, siii, oh siii, così va bene, così va bene," mormorò lei, con gli occhi ancora chiusi. La vidi mordersi il labbro inferiore, mentre l'afferravo per i fianchi per poter spingere più forte. "Scopa la tua ragazza, dacci dentro con il tuo grande cazzo duro, scopami forte prof, scopa la tua bambina" mi sussurrò, mentre le martellavo la figa con il mio cazzo, in un modo sempre più forte, più veloce e più veloce ancora. "Ti volevo da tanto tempo, professore, sognavo di scoparti da lungo periodo di tempo, dai professore scopami, scopami duro, scopami duro, scopami duro," lei ansimava, mentre mi tirava sempre più profondamente nella sua fica, ora gocciolante dei suoi succhi, rovente dalla lussuria. All'improvviso ho visto i suoi occhi riempirsi di lacrime, e ho sentito il suo venire, non una, non due ma tre volte di seguito. Ho continuato a spingere forte dentro di lei, sentivo il suo corpo sfiancarsi sotto di me, le sue gambe cedevano da intorno al mio corpo, le sue mani ricaddero lungo i fianchi, la appoggiai sulla cattedra, esausta. "Non abbiamo ancora finito, piccola. il professore non ha finito," le dissi. Lei gemeva mentre le capovolgevo il corpo, in modo che rimase distesa a faccia in giù sulla scrivania, con le braccia aperte, il petto appiattito sulla superficie di legno duro. Mi abbassai e iniziai a leccarla dietro, respirando la dolcezza del suo ano, vedendo la sua figa gonfia, vicino al mio viso. Timidamente le leccai la figa, il mio pollice tratteneva le sue labbra, mentre infilai la mia lingua dentro di lei. Il mio pollice ora era dentro la figa, poi spostai il mio viso verso il suo ano delicato e lasciai che la mia lingua lo leccasse, sentì la sua spinta all'indietro verso il mio viso. La sua pelle era morbida, liscia, la sue natiche stupende. I suoi fianchi spinsero indietro più fortemente mentre sentiva la mia lingua giocare con il suo ano. Che bel culo, pensai, un culo molto dolce, lo potrei leccare tutto il giorno. Intanto spinsi un secondo dito nella figa, poi un terzo, la riempivo con la mano quando ho spinto la mia lingua in profondità nel suo ano. "Oh sì, oh sì, è così bello, così bello," le sentì dire con una voce soffocata. "Io ti scopo ora, Asami. Sei pronta? Sei pronta per una scopata veramente bella?" Le sussurrai mentre mi apprestavo a mettere il peso del mio corpo su di lei che aveva le gambe divaricate. Non aspettai la sua risposta. Invece misi le mie dita, bagnate dai suoi succhi, dentro alla sua bocca, soffocando la sua risposta, mentre con l'altra mano guidai il mio cazzo nella figa spalancata. Era stretta, quasi troppo stretta, come il mio cazzo riempì la sua figa, iniziai a spingere con forza. Stringevo il suo capezzolo rigido mentre la scopavo, aumentai la stretta fino a quando ho sentii il suo guaito di dolore. Le afferrai la testa e la tenni saldamente, mentre la penetravo sempre più con forza e velocemente, sempre più velocemente e in profondità, il sudore grondava dal mio petto, gocciolando sulla sua schiena, e finalmente arrivai all'orgasmo, un torrente di sperma schizzò dal mio cazzo e andò a lavare la sua fica, mescolandosi con i suoi succhi, anche lei venne, urlando in silenzio contro la mia mano che la imbavagliava. Caddi in avanti sul suo corpo, schiacciandola sulla scrivania, le baciai il viso. Lei girò la testa per baciarmi di nuovo. Delicatamente mi alzai da sopra di lei, ci alzammo e ci rivestimmo, e lei mi disse: "Ci vediamo domani in classe, insegnante? Me lo disse maliziosamente mentre attraversava la porta per uscire.
Fine racconto ragazze giapponesi.
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